Gioco d’azzardo, “Curarsi è possibile”

Condivido un’intervista pubblicata sul “Quotidiano del Molise” che mi è stata fatta sul problema della ludopatia, o gioco d’azzardo patologico; si tratta di una dipendenza psicologica che può e deve essere affrontata. Ringrazio Michela Bevilacqua per la preziosa collaborazione.

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I Bambini che non si piacciono – Parte Seconda

Giugno2012-I bambini che non si piacciono-Parte Prima-Viviana d'Orioa cura della dott.ssa Viviana d’Orio  

 Una buona autostima viene considerata come un fattore centrale per un buon adattamento socio-emozionale. Questa opinione, oltre ad avere una lunga storia, è stata ampiamente condivisa da numerosi autori che, sia attraverso la ricerca sia attraverso il loro lavoro clinico, hanno constatato come l’autostima positiva sia connessa ad un funzionamento personale più efficace. Se ciò è vero per gli esseri umani in generale, diventa ancor più importante per i bambini poiché è in età infantile che si gettano la basi per una autovalutazione positiva; ciò può rappresentare per i bambini  un vero e proprio scudo contro gravi problemi futuri.

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I Bambini che non si piacciono – Parte Prima

Giugno2012-I bambini che non si piacciono-Parte Prima-Viviana d'Orio

a cura della dott.ssa Viviana d’Orio

Lo studio del concetto di autostima ha ormai una lunga storia di teorie e ipotesi circa la sua formazione; le prime di queste elaborazioni teoriche risalgono alla fine del 1800.

L’importanza dell’autostima è sempre stata evidente a tutti coloro che lavorano con i bambini. E’ difficile infatti rimanere a stretto contatto con i bambini senza preoccuparsi dei  sentimenti che provano riguardo a se stessi.

In tempi recenti, pare che l’autostima sia diventata un argomento sempre più popolare: libri per genitori, insegnanti, educatori, psicologi e per gli stessi bambini riempiono gli scaffali delle librerie e tutti mettono in risalto la necessità di una “autostima positiva”. Continua a leggere

“MAMMA…CHE MAL DI PANCIA!” ANCHE I BAMBINI SOFFRONO LO STRESS

aprile2012-mamma che mal di pancia-Viviana d'Orio

a cura della dott.ssa Viviana d’Orio       

Il termine stress è diventato ampiamente diffuso nel linguaggio quotidiano e tutti noi, almeno una volta nella vita, ne abbiamo fatto uso per riferirci a persone (capo-ufficio, suocera, genitori) o situazioni (lavoro, famiglia, amici) che ci inducono, in un determinato momento della nostra vita, sensazioni di “pesantezza”, intollerabilità, irritabilità. In effetti, lo stress si manifesta quando la persona percepisce uno squilibrio tra le richieste avanzate nei suoi confronti dall’ambiente esterno e le risorse a sua disposizione per far fronte a tali richieste. Alcune persone riescono ad affrontare meglio di altre le pressioni provenienti dall’esterno; determinante, a tal fine, è la valutazione soggettiva che ciascun individuo è in grado di fare della situazione che sta vivendo. Ne deriva, pertanto, che è difficile, o addirittura impossibile, stilare una lista completa che comprenda un numero preciso di circostanze in grado di provocare reazioni di stress; né tanto meno è possibile stabilire a priori dalla sola situazione oggettiva il grado di stress che essa è in grado di provocare.

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